Descrizione
L’editore Cappelli chiede a Floriano del Secolo di inviargli celermente la prefazione del libro Monotonie di Alfredo Oriani
«Le invio i primi quattro volumi, or ora usciti alla luce, dell’edizione di lusso di “Opera Omnia”. Perdoni se mi permetto di ricordarle ancora la prefazione a ” Monotonie”; ma vi sono costretto da necessità tipografiche e dalle molte e continue pressioni che mi si fanno»
«[…] È pure degli anni bolognesi l’amicizia di Floriano Del Secolo con Alfredo Oriani, le cui opere e i cui atteggiamenti affascinavano il giovane Del Secolo. Tenace e affettuoso fu l’impegno e la ricerca, fino alla morte dell’Oriani e negli anni seguenti, per diffonderne l’opera e toglierlo dal suo isolamento umano e intellettuale, come si deduce dal carteggio pubblicato dal D. stesso, Contributo alla biografia di Oriani (in Pegaso, II [1930], 11, pp. 385-404) e dalla Prefazione al volume Monotonie (Bologna 1925) dell’Opera omnia curata da B. Mussolini».[Enzo Frustaci in: DBI, Volume 38 (1990)]
Licinio Cappelli (Rocca San Casciano 1864 – Bologna 1952) fu uno dei protagonisti dell’editoria italiana tra Otto e Novecento. Figlio di Federico, fervente mazziniano e proprietario di una tipografia, si trovò giovanissimo a raccoglierne l’eredità: alla morte del padre, nel 1880, appena sedicenne, dovette gestire un modesto laboratorio tipografico gravato da forti debiti. Con impegno instancabile e spirito imprenditoriale, seppe trasformare quell’attività di provincia in una solida realtà editoriale di respiro nazionale. I primi passi furono difficili: iniziò stampando testi scolastici e andando personalmente a venderli alle scuole della Romagna.
La vera svolta arrivò con le prime pubblicazioni periodiche e librarie, tra cui il Giornale araldico genealogico e l’Almanach héraldique et drolatique (1884), seguite dal primo volume con la sigla “Licinio Cappelli Tipografo Editore” (1889). Intuito e coraggio lo portarono a nuove iniziative, come l’acquisto della rivista femminile Cordelia, che diffuse con successo negli educandati italiani.
A cavallo del Novecento consolidò la propria posizione, acquistando librerie e tipografie a Bologna e pubblicando opere di rilievo, fino a divenire unico titolare della libreria di via Farini (1912), sede anche della casa editrice. Abile nel coltivare i rapporti con gli autori, seppe riconoscere e valorizzare talenti emergenti: basti ricordare la pubblicazione, nel 1923, de La coscienza di Zeno di Italo Svevo e l’attenzione riservata a Grazia Deledda.
Proprio nel 1923 Cappelli intraprese una delle sue imprese editoriali più significative: l’edizione dell’Opera omnia di Alfredo Oriani, completata nel 1933. Oriani, scrittore romagnolo la cui opera oscillava tra narrativa, riflessione politica e critica sociale, era allora considerato una figura “scomoda” e poco valorizzata. Cappelli, con lungimiranza, ne raccolse e sistematizzò la produzione, offrendole nuova visibilità e consacrandola nel panorama culturale nazionale. L’impresa fu sostenuta anche dal regime fascista, che individuava in Oriani un precursore del proprio pensiero politico, ma al di là delle strumentalizzazioni ideologiche resta un esempio emblematico della capacità di Cappelli di cogliere il valore storico e letterario di un autore, sottraendolo al rischio della dispersione.
La carriera di Cappelli fu segnata da un’intensa attività editoriale in molteplici campi: la collana “Letteratura di guerra” (1921-22), con opere memorialistiche; la monumentale Storia delle Accademie d’Italia (1926-30); l’edizione critica dei Canti di Leopardi (1927); gli Scritti di Garibaldi (1932-36). Grande rilievo ebbero anche le collane dedicate al pensiero politico, promosse dall’Istituto fascista di cultura, e quelle di carattere medico-scientifico, tra cui i Classici italiani della medicina. Parallelamente curò la diffusione dei libri aprendo librerie a Trieste, Milano, Bolzano e Napoli, e viaggiando personalmente per consolidare i contatti commerciali. Negli anni Trenta avviò la monumentale Storia di Roma, in trenta volumi, sotto l’egida dell’Istituto di studi romani, e la collana “Roma cristiana”.
Sostenuto da una visione moderna dell’editoria, Cappelli coinvolse i figli nella gestione aziendale, suddividendo le responsabilità per settore. Personalità rispettata, ricoprì a lungo cariche nell’Associazione editori italiani, di cui fu decano. Morì a Bologna nel 1952, dopo aver lasciato un segno profondo nella storia dell’editoria italiana. La sua opera più duratura resta l’avere congiunto tradizione e innovazione, intuizione letteraria e organizzazione imprenditoriale, facendo della casa editrice Cappelli un punto di riferimento nazionale. L’edizione dell’Opera omnia di Alfredo Oriani rimane il simbolo della sua capacità di dare forma e dignità editoriale a un patrimonio culturale destinato a incidere sul dibattito del Novecento.
Floriano Del Secolo (Melfi, 1877-Napoli, 1949). Letterato e giornalista italiano, allievo, a Bologna, del Carducci, strinse forti legami con Alfredo Oriani e Alfredo Baruffi. Prof. di lettere e filosofia nel Collegio militare di Napoli, città in cui svolse anche, fino all’avvento del fascismo, una notevole attività giornalistica (Il Pungolo, Il Giorno, Il Messaggero…). Tra il 1918 e il 1923 fu condirettore e poi direttore del quotidiano “Il Mezzogiorno”. Durante il regime fascista fu privato della cattedra alla Scuola Militare “Nunziatella”, allontanato dalla direzione del giornale ( 18 agosto 1923) e radiato dall’Albo dei giornalisti.
Aderì e promosse l’Unione napoletana democratica, costituita da Giovanni Amendola, e fu tra i firmatari nel 1925 del «Manifesto degli intellettuali antifascisti» di Benedetto Croce, con cui intrattenne una stretta collaborazione.
Nel primo dopoguerra, su proposta del filosofo, fu nominato direttore del “Risorgimento”, in cui confluirono nel 1943, dopo la liberazione della città, le testate “Il Mattino”, “Roma” e “Corriere di Napoli”. Aderì nel 1947 al Fronte Democratico del Mezzogiorno e fu eletto nel 1948 senatore quale indipendente nelle liste del Fronte Democratico Popolare. Morì a Napoli il 20 giugno 1949.
















