Descrizione
Missiva di ringraziamento del primogenito di Gabriele D’Annunzio, per aver ricevuto in dono l’ultimo libro del Castellino libro veramente “ricco” di dentro e di fuori. Il riferimento è al volume Il lavoro nei porti, Milano, A. Cordani, 1931, prefaz. di Galeazzo Ciano.
Mario D’Annunzio, [Pescara, 1884-Roma, 1964]. È stato un politico italiano. Primogenito di Gabriele D’Annunzio e Maria Hardouin, fu il secondo Principe di Montenevoso. Fu membro della Camera dei deputati dal 1929 al 1939 e successivamente consigliere nazionale alla Camera dei fasci e delle corporazioni come rappresentante della corporazione della meccanica. Da sempre in conflitto con il padre, il Vate lo definiva il malnato e non nascondeva il suo sdegno, un primogenito con poca voglia di studiare, paura della vita militare, sempre insoddisfatto del lavoro, che di continuo chiede e pretende soldi. Visse alle sue spalle e non ne seguì le orme
Nicolò Castellino, [Genova 1893-Roma 1953]. Si trasferì con la famiglia a Napoli, ove il padre era stato chiamato a dirigere la cattedra di clinica medica. Iscrittosi alla facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Napoli nel 1910, fu allievo di A. Cardarelli. Scoppiata la prima guerra mondiale si arruolò volontario. Tornato a Napoli conseguì la docenza in patologia medica e in medicina del lavoro. Svolse anche un ruolo di primo piano nella lotta politica napoletana, fu nominato segretario della federazione del PNF di Napoli e fu Deputato per due legislature. Nel 1931 pubblicò Il lavoro nei porti, Milano A. Cordani, pref. di G. Ciano. Alla metà degli anni Trenta il C. alternò l’attività di deputato e di scienziato con quella di uomo d’affari, amministratore di società operanti in settori diversi e molteplici, che andavano dall’editoria (Giornale d’Italia, Nuova Antologia, Casa editrice Demetria), al traffico immobiliare (Società italiana per imprese fondiarie), al ramo assicurativo (Riunione adriatica di sicurtà) e agli stabilimenti termali (Terme di Agnano). Gli incarichi ricoperti in queste aziende gli consentirono, nel 1934, di entrare nella giunta esecutiva centrale della Confederazione generale fascista dell’industria italiana, quindi di assumere la presidenza della Federazione nazionale fascista editori di giornali ed agenzie di stampa (28 sett. 1934), infine di essere nominato membro della Corporazione della carta e della stampa in rappresentanza delle industrie editoriali giornalistiche (8 nov. 1934), e nel 1935 componente del consiglio ’direttivo dell’Ente nazionale per la cellulosa.
















