Descrizione
Il repertorio artistico della Compagnia di Salvatore De Muto, l’ultimo Pulcinella
Reduce dai trionfi del R. Politeama-Giacosa – R. Teatro Mercadante – Teatro Bellini di Napoli. Politeama Garibaldi di Palermo. Teatro Morgane di Roma – ecc.
Il repertorio è ricco delle commedie di maggior successo dell’ultimo Pulcinella: ‘O sciopero d’ ‘e cuoche, ‘O munaciello dint’ ‘a casa ‘e Pulicienlla, Le 100 disgrazie di Pulicinella, Pulcinella al Cinematografo, Il suicidio di Pulcinella, Prestami tua moglie, La Dama bianca…Canzoni sceneggiate: Pupatella, ‘O spusarizio, ‘O Cuppéè d’a ‘a morte, Me sì ffrate…Commedie musicali: Palummella zompa e vola! La Stella di Posillipo, La Muta di Portici, Gheisha napoletana, I napoletani del 60, Piedigrotta 1925.
Salvatore De Muto [Napoli 1876 – Napoli 1970] Destinato dai familiari alla professione medica scelse caparbiamente di assecondare la sua passione per il teatro e, malgrado le difficoltà e i rifiuti iniziali, riuscì nell’intento, tanto da essere tradizionalmente considerato l’ultimo Pulcinella. A tredici anni aveva già una notevole familiarità con il suo personaggio; nel 1908 debuttò al Politeama di Napoli in sostituzione del compianto Pasquale Balzano e nel 1913 ottenne l’investitura ufficiale da parte di Giuseppe De Martino, Pulcinella senior.
Lavorò in tutti i teatri italiani in stretta collaborazione con la moglie Rosa; durante il secondo conflitto mondiale fu chiamato a recitare per le truppe impegnate nelle operazioni belliche. Nel 1949 recitò per l’ultima volta al Teatro Politeama di Napoli. Nel 1954, per l’inaugurazione del teatro San Ferdinando di Napoli, Eduardo De Filippo lo volle come consulente per l’allestimento dell’opera “Palummella zompa e vola”. Quella magica serata del 22 gennaio, a testimonianza dell’immortalità del teatro, il magico miracolo si compì ancora; dalle mani di Salvatore De Muto, la nera, lucida, viva maschera di Pulcinella, passava nelle mani di Eduardo De Filippo, a testimoniare, con un virtuale passaggio di consegne, la continuazione di una tradizione che si perdeva nella notte dei tempi.
Da quel giorno in poi, la vita di Salvatore De Muto fu tutta un buio; ritornò nell’oblio insieme alla consorte Rosa ed i suoi preziosi cimeli, dimenticato dagli amici, anche da quelli più intimi. La lunga carriera non produsse effetti positivi sulla sua esistenza: ritenuto esponente di un’epoca ormai superata, non ottenne i riconoscimenti che le sue capacità artistiche avrebbero meritato.


















