Descrizione
La Tinchina dell’alto mare, fiaba toscana edita da Imbriani per le nozze Papanti-Giraudini del 1882
Il 22 aprile 1882 Vittorio Imbriani pubblica a «Quattrasteriscopoli» [Pomigliano d’Arco], La Tinchina dell’alto mare in 90 esemplari non venali, su carta vergata con filigrana «Miliani», in occasione delle nozze di Francesco Papanti con Adelina Giraudini. La novella era apparsa poche settimane prima nel Giornale Napoletano della Domenica (an. I, n. 13, 26 marzo 1882) e fu poi tirata a parte come opuscolo nuziale [Cfr. Pitré, Bibliografia, nn. 734-735].
La fiaba toscana e il contributo di Pitré
Il testo è una novella popolare toscana raccolta e illustrata dal demopsicologo siciliano Giuseppe Pitré. La narrazione segue il motivo della figliastra perseguitata dalla matrigna, con le varianti e i riscontri che Pitré stesso documenta nell’apparato finale dell’opuscolo. La Tinchina fu anche ripubblicata, in versione mutila, nel Libro delle Fate (Roma, Perino, 1887), raccolta di fiabe dei migliori scrittori italiani e stranieri [Cfr. Pitré, Bibliografia, n. 514].
La dedica e il gioco degli pseudonimi
Dalla dedica: «Poichè ci si marita per aver bimbi / poichè i bimbi vogliono essere trastullati / poichè le fiabe ottimamente li trastullano / il preveggente Quattr’ Asterichi* / con la sua quattreAsterischessa* / e la sua Quat-tr’Asterischessina * / questa Tinchina dell’alto mare / novella popolare toscana / raccolta ed illustrata da Giuseppe Pitrè / agli sposi /… augurando numerosa prole e valorosa / che vegga men depressa la patria / offrono». *Imbriani, la moglie Gigia, la figlia Carlotta (ndc). Il toponimo fittizio «Quattrasteriscopoli» rimanda allo stesso gioco onomastico già adottato nel Merope IV (1867), firmato come «Sogni e fantasie di Quattr’Asterischi».
L’errore nella dedica e la ristampa correttiva
Doria (158) rileva che nella dedica il nome del padre dello sposo è indicato erroneamente come «Giuseppe», mentre il nome corretto era Giovanni. Per rimediare all’errore, fu integrata per le stesse nozze un’altra Novella (Doria, 156), tirata in soli 30 esemplari, con la dedica corretta, «piuttosto laconica, per niente bizzarra». La Tinchina resta dunque la prima e la più ampia delle due edizioni nuziali del 1882.
Apparato critico
L’opuscolo comprende una sezione finale di «Varianti e Riscontri» nella quale Pitré confronta la Tinchina con altre versioni della stessa fiaba, richiamando tra l’altro le Novelline di S. Stefano di Calcinaja del De Gubernatis, le Fiabe siciliane dello stesso Pitré, i Sicil. Märchen della Gonzenbach, il Cunto de li cunti e la Novellaja fiorentina di Imbriani.
L’esemplare
Bell’esemplare in ampi margini, in barbe, a fogli sciolti, su carta vergata con filigrana «Miliani». Eccetto lievi fioriture e segni di polvere, in ottime condizioni.
Riferimenti bibliografici
Doria Gino, Bibliografia di Vittorio Imbriani. In: Imbriani Vittorio, Critica d’arte e prose narrative. Bari, Laterza, 1937, nn. 156, 158.
G. Pitré, Bibliografia delle tradizioni popolari d’Italia, nn. 514, 734, 735.
R. Giglio, Il giornalismo di Vittorio Imbriani, in R. Franzese — E. Giammattei (a cura di), Studi su Vittorio Imbriani, Napoli, Guida, 1990, pp. 410-411.
Vittorio Imbriani, editore di se stesso
Vittorio Imbriani nel catalogo I Colonnese






















