Descrizione
Napoli di Salvatore Di Giacomo: volantino promozionale del 1929
Volantino promozionale originale a stampa, su carta azzurra, realizzato per il lancio della terza edizione (1929) del volume di Salvatore Di Giacomo, Napoli. Parte prima. Con 202 illustrazioni e 2 tavole. III edizione. Bergamo, 1929, Istituto Italiano d’Arti Grafiche. Collana Italia Artistica n. 32, diretta da Corrado Ricci.
Il recto del volantino presenta il testo tipografico di presentazione dell’opera, con indicazioni editoriali e prezzo di vendita.
Il verso reca una comunicazione manoscritta autografa firmata dell’editore musicale Ferdinando Bideri, indirizzata ad Achille Macchia, suo collaboratore e caporedattore della rivista La Tavola Rotonda, periodico pubblicato dallo stesso Bideri.
Contenuto del manoscritto
Nel testo, datato 31 luglio 1929, Bideri sollecita la pubblicazione di un articolo critico sul nuovo volume del Di Giacomo, richiamando la coerenza con la linea editoriale della rivista, con esplicito riferimento a Edoardo Nicolardi.
«Caro Macchia, Vi prego non mancare di pubblicare un articolo di questo nuovo lavoro del Di Giacomo, specialmente quando parliamo così diffusamente ed elogiando la Poesia di Nicolardi…»
Nota storico-bibliografica
Il riferimento a Nicolardi inserisce la richiesta di Bideri nel vivo del dibattito letterario napoletano del tempo e riflette la linea culturale seguita dalla rivista La Tavola Rotonda, nel cui ambito la recensione del volume del Di Giacomo veniva a collocarsi.
Documento editoriale di notevole interesse storico-bibliografico, nel quale il manoscritto autografo costituisce una testimonianza diretta del lavoro editoriale e redazionale dell’epoca. La comunicazione, relativa alla richiesta di recensione della terza edizione dell’opera Napoli di Salvatore Di Giacomo, pubblicata dall’Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Bergamo nel 1929, e lo stesso volantino promozionale, assumono particolare rilievo anche in considerazione del fatto che tale edizione non risulta registrata nel repertorio di Schlitzer, che documenta le precedenti edizioni del 1907 e del 1913 [Cfr. Schlitzer, 1105 e 1248].
Ferdinando Bideri [ Napoli 1850-Portici 1930] Dal 1890 divenne il più raffinato editore di Napoli: gli eleganti caratteri, le caratteristiche iniziali in rosso o in azzurro lo fecero imporre rapidamente all’attenzione dei lettori e dei bibliofili. Ma il B. non fu soltanto un editore di cose napoletane; attento alle mode della cultura fin de siècle, non trascurò i prodotti più tipici e significativi della letteratura, della musica e dell’arte contemporanea.
Nel 1891 pubblicò, tra l’altro, ‘O funneco verde, ‘O munasterio e la Cronaca del Teatro San Carlino di S. Di Giacomo, Gli amori di Mario Giobbe. Il “romanzo proibito” di Gabriele D’Annunzio, l’Innocente, rifiutato dall’editore milanese Treves per scrupoli moralistici, vide la luce nel 1892 per i tipi del Bideri: oggi è una rarità bibliografica.
A Ferdinando Bideri spetta il merito, primo in Italia, di alcune traduzioni di opere di Oscar Wilde, del Tolstoj e del Dostoevskij. Dal 1891 alla vigilia della prima guerra mondiale il B. divenne l’editore del settimanale letterario-musicale illustrato La tavola rotonda: vi collaborarono, tra gli altri, D’Annunzio, Di Giacomo, Capuana, Bracco, E. Scarfoglio, M. Serao, F. Russo, A. Macchia.
Una concessione al gusto popolaresco furono talune pubblicazioni “brillanti” e manualistiche: Il segretario per tutti, Il Re dei cuochi e le “cartoline” con canzoni e brevi sketch tratti dal repertorio dei notissimi ed esilaranti “macchiettisti” napoletani Nicola Maldacea e Peppino Villani.
Ebbe un ruolo di primo piano nella diffusione della canzone napoletana: riunì intorno alla sua casa editrice i migliori poeti, “parolieri” e compositori, e ne diffuse le composizioni in edizioni economiche: foglietti volanti (copielle) con versi, libretti con canzoni e parti di mandolino, numeri unici in occasione dei festeggiamenti di Piedigrotta, ecc. Ne fece anche edizioni di lusso per l’estero e soprattutto per gli Stati Uniti e l’America meridionale.
Con l’avvento del fascismo il B. si allineò al nuovo regime e divenne consigliere direttivo dell’Unione industriale fascista.
Achille Macchia [1885-1958]. Giornalista, direttore editoriale e collaboratore di parecchie testate napoletane, tra le quali: Don Marzio, Don Chisciotte, La Tavola Rotonda, Contropelo, Il Mezzogiorno ecc. Salace umorista e attento osservatore dei costumi letterari del suo tempo. Attraverso una collana della allora attiva casa editrice Bideri, da lui diretta, contribuì notevolmente a far conoscere, nell’area meridionale, autori affermati, di passaggio per Napoli: Anatole France, Flaubert, Daudet, Wilde.














