Descrizione
Voluttà, Virtù, Fama di Serafino Aquilano nella rara ristampa curata da Imbriani (1883)
Serafino de’ Ciminelli, detto Aquilano perché nato a L’Aquila nel 1466, fu poeta e musicista attivo nelle principali corti italiane del Quattrocento. Come scrive Imbriani nell’opuscolo: «Morì, in Roma, nel 1500, il 10 Agosto, giorno di San Lorenzo; e vi fu sepolto, in Santa Maria del Popolo». All’inizio del 1495 Serafino si trovava a Mantova, dove ideò e rappresentò alla corte dei Gonzaga un’allegoria in cui tre figure personificavano la Voluttà, la Virtù e la Fama. Secondo la voce del Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani, voce Ciminelli, Serafino), Serafino stesso interpretò la parte della Voluttà, Tommaso Antonio Ranzone quella della Virtù, e Ferdinando d’Aragona duca di Calabria quella della Fama (Cfr. DBI).
La rappresentazione è descritta in una lettera di Giovanni de Gonzaga alla marchesa Isabella d’Este, datata Mantova 25 gennaio 1495, che costituisce il testo principale dell’opuscolo. La lettera contiene anche la descrizione dei balli eseguiti dopo lo spettacolo, tra cui il ballo Anello e il ballo Gelosia.
L’edizione Ferrato e la ristampa Imbriani Come segnala Imbriani alla n. 1 della plaquette, il testo della lettera di Giovanni de Gonzaga «fu stampata, per la prima volta, dal signor Pietro Ferrato, nel 1877, a soli cinquanta esemplari» (ndc). Imbriani ne curò la ristampa nel 1883 in cento esemplari fuori commercio, aggiungendo le Note e una pagina biografica su Serafino Aquilano.
La dedica a Silvio Spaventa
La plaquette è dedicata a Silvio Spaventa (Bomba 1822 – Roma 1893), patriota e uomo politico, fratello del filosofo Bertrando, con queste parole riportate in quarta di copertina: «A Silvio Spaventa da Bomba in Abruzzo / questo frutto di un bello ingegno abruzzese / ristampato a cento esemplari fuori commercio / da distribuirsi ad alcuni pochi amici / offre e dedica / il padre di un bimbo da lui tenuto a battesimo / che immaturamente spento / nulla potrà o potè mai offrire al suo compare». Spaventa era dunque il padrino di battesimo di Paolo Emilio II. La dedica intreccia il legame personale tra Imbriani e Spaventa con l’origine abruzzese di Serafino Aquilano, nato a L’Aquila.
La quarta pubblicazione commemorativa per il figlio Paolo-Emilio II
La plaquette è la quarta nella serie di sette pubblicazioni che Vittorio e la Gigia Imbriani fecero stampare in occasione degli anniversari della nascita del figlio scomparso: I. 1881. Il Documento carrarese; II. 1882. XCIX Pensieri di Alessandro Poerio; III. 1883. la Rappresentazione ossia festa di Abraam e Isaac; IV.1883. Voluttà, Virtù, Fama (la presente pubblicazione); V. 1884. Epicedii del Kant; VI. 1885. L’Agamennone di Francesco-Mario Pagano; VII. 1886. Rebindemini di Aloise Cinzio delli Fabrizi, ultima pubblicazione curata da Imbriani morente.
L’esemplare
Ottima copia in ampi margini, in barbe, a fogli sciolti, su carta vergata con filigrana «Miliani».
Riferimenti bibliografici
G. Doria, Bibliografia di Vittorio Imbriani, in Imbriani Vittorio, Critica d’arte e prose narrative, Laterza, Bari 1937, n. 210
Treccani, voce Ciminelli, Serafino (Serafino Aquilano), Dizionario Biografico degli Italiani.
Vittorio Imbriani, editore di se stesso
Vittorio Imbriani nel catalogo I Colonnese



















